Falegname (τέκτων tektōn)

Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? (Mt 13,55)

οὐχ οὗτός ἐστιν ὁ τοῦ τέκτονος υἱός; οὐχ ἡ μήτηρ αὐτοῦ λέγεται Μαριὰμ καὶ οἱ ἀδελφοὶ αὐτοῦ Ἰάκωβος καὶ Ἰωσὴφ καὶ Σίμων καὶ Ἰούδας;

Nonne hic est fabri filius? Nonne mater eius dicitur Maria, et fratres eius, Iacobus, et Ioseph, et Simon, et Iudas.

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Splendere (ἐκλάμπω eklampō)

Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti! (Mt 13, 43)

τότε οἱ δίκαιοι ἐκλάμψουσιν ὡς ὁ ἥλιος ἐν τῇ βασιλείᾳ τοῦ πατρὸς αὐτῶν. ὁ ἔχων ὦτα ἀκουέτω. 

Tunc iusti fulgebunt sicut sol in regno Patris eorum. Qui habet aures audiendi, audiat.

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Perla (μαργαρίτης margaritēs)

Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. (Mt 13, 45n)

Πάλιν ὁμοία ἐστὶν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν ἀνθρώπῳ ἐμπόρῳ ζητοῦντι καλοὺς μαργαρίτας· εὑρὼν δὲ ἕνα πολύτιμον μαργαρίτην ἀπελθὼν πέπρακεν πάντα ὅσα εἶχεν καὶ ἠγόρασεν αὐτόν.

Iterum simile est regnum cælorum homini negotiatori, quærenti bonas margaritas. Inventa autem una pretiosa margarita, abiit, et vendidit omnia quæ habuit, et emit eam.

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Frutto (καρπός karpos)

Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. (Gv 15,5)

ἐγώ εἰμι ἡ ἄμπελος, ὑμεῖς τὰ κλήματα. ὁ μένων ἐν ἐμοὶ κἀγὼ ἐν αὐτῷ οὗτος φέρει καρπὸν πολύν, ὅτι χωρὶς ἐμοῦ οὐ δύνασθε ποιεῖν οὐδέν.

Ego sum vitis, vos palmites. Qui manet in me, et ego in eo, hic fert fructum multum, quia sine me nihil potestis facere. 

fot. Paweł Pruszyński SAC

Stare (עמד ʽāmad)

Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore. (Rdz 18,22)

וַיִּפְנ֤וּ מִשָּׁם֙ הָֽאֲנָשִׁ֔ים וַיֵּלְכ֖וּ סְדֹ֑מָה וְאַ֨בְרָהָ֔ם עוֹדֶ֥נּוּ עֹמֵ֖ד לִפְנֵ֥י יְהוָֽה

Converteruntque se inde viri et abierunt Sodomam; Abraham vero adhuc stabat coram Domino.

Stare in piedi (עמד ʽāmad), questo verbo in ebraico, nella coniugazione qal di base, significa stare/esserestare in piedirestarereggersisostareresistere. Da questa radice (ʽmd) deriva il sostantivo colonnapilastro (ʽāmûd). Il verbo עמד (ʽāmad), già ricco di molteplici significati, compare in contesti diversi nei testi biblici e assume diversi significati. Ad esempio, in ambito militare, significa prendere posizione (1 Sam 17,3; 2 Sam 2,25). Spesso questo verbo è usato, ad esempio, in relazione a udienze in tribunale (Ez 44,24) o transazioni tra le parti di un patto (2 Re 23,3), nonché in un contesto di culto e significa quindi servire il Signore (Dt 10,8). Allo stesso modo, la comunità liturgica sta davanti al Signore in adorazione (Lv 9,5; Ger 7,10). Tuttavia, molto spesso nella Bibbia il verbo עמד (ʽāmad) significa semplicemente stare in piedi. Ad esempio, il servo di Abramo sta accanto ai cammelli (Genesi 24,30) oppure Dio dice a Mosè “la terra su cui stai è santa” (Es 3,5), ecc. Si può anche dire che una città sta su un colle, o che qualche popolo sta, cioè abita in una terra (Es 8,18). 

Nella prima lettura di oggi (Genesi 18, 20-32), si racconta di Abramo che intercede presso il Signore per gli abitanti di Sodoma e Gomorra. La preghiera di Abramo è un patto in favore di cinquanta, quaranta, ecc… i giusti che possono trovarsi tra i malvagi di queste città. Ciò che attira maggiormente l’attenzione, tuttavia, è l’inizio della storia: YHWH rivela ad Abramo la sua intenzione di distruggere le città, contro le quali si innalza il grido a causa delle iniquità dei loro abitanti, quindi, il Signore vuole andare lì e vedere se l’accusa è vera. 

Il versetto successivo (v. 22) è molto enigmatico: “Allora questi uomini andarono a Sodoma, e Abramo stava (עמד ʽōmed) davanti al Signore”, letteralmente, “stava ancora in piedi davanti al Signore”. Se questi tre signori sono partiti per Sodoma, e noi lettori sappiamo dal narratore che è stato il Signore a visitare Abramo, come potrebbe Abramo stare ancora davanti al Signore? Alcuni studiosi cercano di risolvere il mistero e spiegano che due signori (angeli) andarono verso Sodoma e invece il terzo, ossia il Signore rimase a parlare con Abramo. Lo stesso testo ebraico, tuttavia, non menziona nulla al riguardo e sembra essere più vicino alla nostra esperienza di quanto pensiamo. Quante volte riconosciamo nella persona che incontriamo la presenza del Signore, ed è allo stesso tempo il Signore davanti alla quale stiamo (עמד ʽāmad) in preghiera. 

Tutto il colloquio di Abramo con Dio, la sua preghiera di intercessione per i giusti abitanti di Sodoma, trova l’approvazione del Signore, perché chi chiede riceve, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto (Lc 11,1-13) .

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Custode del giardino (κηπουρός kēpuros)

Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». (Gv 20,15)

λέγει αὐτῇ Ἰησοῦς· γύναι, τί κλαίεις; τίνα ζητεῖς; ἐκείνη δοκοῦσα ὅτι ὁ κηπουρός ἐστιν λέγει αὐτῷ· κύριε, εἰ σὺ ἐβάστασας αὐτόν, εἰπέ μοι ποῦ ἔθηκας αὐτόν, κἀγὼ αὐτὸν ἀρῶ.

Dicit ei Iesus: Mulier, quid ploras? quem quæris? Illa existimans quia hortulanus esset, dicit ei: Domine, si tu sustulisti eum, dicito mihi ubi posuisti eum: et ego eum tollam.

Mistero (μυστήριον mystērion)

Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. (Mt 13,11)

ὁ δὲ ἀποκριθεὶς εἶπεν αὐτοῖς· Ὅτι ὑμῖν δέδοται γνῶναι τὰ μυστήρια τῆς βασιλείας τῶν οὐρανῶν, ἐκείνοις δὲ οὐ δέδοται.

Qui respondens, ait illis: Quia vobis datum est nosse mysteria regni cælorum: illis autem non est datum.

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Fare (ποιέω poieō)

Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre. (Mt 12,50)

ὅστις γὰρ ἂν ποιήσῃ τὸ θέλημα τοῦ πατρός μου τοῦ ἐν οὐρανοῖς αὐτός μου ἀδελφὸς καὶ ἀδελφὴ καὶ μήτηρ ἐστίν. 

Quicumque enim fecerit voluntatem Patris mei, qui in cælis est: ipse meus frater, et soror, et mater est.

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