La Parola

Mantello (אַדֶּרֶת ʼadderet) 

Partito di lì, Elia trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. (1Re 19,19)

וַיֵּ֣לֶךְ מִ֠שָּׁם וַיִּמְצָ֞א אֶת־אֱלִישָׁ֤ע בֶּן־שָׁפָט֙ וְה֣וּא חֹרֵ֔שׁ שְׁנֵים־עָשָׂ֤ר צְמָדִים֙ לְפָנָ֔יו וְה֖וּא בִּשְׁנֵ֣ים הֶעָשָׂ֑ר וַיַּעֲבֹ֤ר אֵלִיָּ֨הוּ֙ אֵלָ֔יו וַיַּשְׁלֵ֥ךְ אַדַּרְתֹּ֖ו אֵלָֽיו׃

Profectus ergo inde repperit Eliseum filium Saphat arantem duodecim iugis boum; et ipse cum duodecimo erat. Cumque venisset Elias ad eum, misit pallium suum super illum.

Mantello (אַדֶּרֶת ʼadderet), in ebraico deriva dalla radice ʼdr, che si trova raramente in forma verbale. Il sostantivo ʼadderet può significare potenza, splendore, maestà, ma anche mantello, soprattutto manto prezioso, regale (Gn 3,6) o manto profetico (1 Re 19). Questo uso del sostantivo ʼadderet è anche legato al fatto che il mantello è ampio, grande. Nell’Antico Testamento splendore e potenza sono i segni caratteristici del mondo divino.

La prima lettura di oggi parla della chiamata del profeta Eliseo, che sarà unto dal profeta Elia per ordine di Dio stesso. Adempiere al comando di Dio, Elia trova Eliseo, ma come dice il racconto, non versa olio su di lui, ma gli getta addosso il suo mantello. Il gesto profetico era un segno chiaro e leggibile della chiamata alla sequela del profeta Elia. È per questo che Eliseo saluterà i suoi genitori. L’importanza simbolica del gesto di Elia di gettare il suo mantello profetico su Eliseo, indica la chiamata incondizionata di Dio. Il mantello di Elia apparirà ancora una volta nel racconto del suo rapimento al cielo, su un carro infuocato, mentre invece, il suo mantello cadrà su Eliseo e sarà segno del conferimento non solo dello spirito di Elia, ma anche della sua potenza profetica, cioè, il potere di Dio di compiere atti profetici.

Nel brano evangelico di oggi, secondo san Luca (Lc 9, 51-62), il Signore Gesù chiama alcuni a seguirlo, altri da soli si offrono di seguirlo, ma la sua chiamata richiede l’abbandono immediato di tutto e la condivisione del destino della sua vita. Nella chiamata di Gesù c’è un invito alla vera vita, e quindi non c’è posto in essa per farsi carico di tutto ciò che il mondo dei “morti” ci detta (v. 60).

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