La Parola

Rallegrarsi (שׂמח śamah)

Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa tutti voi che l’amate. Sfavillate con essa di gioia tutti voi che per essa eravate in lutto. (Is 66,10)

שִׂמְח֧וּ אֶת־יְרוּשָׁלִַ֛ם וְגִ֥ילוּ בָ֖הּ כָּל־אֹהֲבֶ֑יהָ שִׂ֤ישׂוּ אִתָּהּ֙ מָשֹׂ֔ושׂ כָּל־הַמִּֽתְאַבְּלִ֖ים עָלֶֽיהָ׃

Laetamini cum Ierusalem et exsultate in ea, omnes, qui diligitis eam; gaudete cum ea gaudio, universi, qui lugebatis super eam.

Rallegrarsi – l’ebraico, similmente alle lingue moderne, ha molte parole che esprimono diverse sfumature di gioia. La lettura odierna del Libro di Isaia (Is 66, 10-14c) utilizza ben tre verbi diversi per esprimere la gioia: שׂמח (śamah) allietarsi, rallegrarsi, gioire, divertirsi, sollazzarsi, festeggiare; גיל (gîl) girare, rallegrarsi, lodare, beneficiare, celebrare; שׂושׂ (śûś) godersi, essere contento. L’accumulo di tale vocabolario in una sola frase (v. 10) indica indubbiamente il desiderio di esprimere la pienezza della gioia. Tuttavia, ciò che è importante è il motivo per essere felici con Gerusalemme, per goderne in tutti i modi possibili. È la PACE: “Ecco, io dirigerò a lei la pace come un fiume” (v. 12).
Nel Vangelo di Luca (Lc 10, 1-9), la pace è un dono che i discepoli di Gesù portano dovunque sono inviati: “Quando entrate in una casa, prima dite: «pace a quella casa»”. Se ci fermiamo, però, come suggerisce la liturgia al versetto 9, l’esperienza della pace e del successo nell’evangelizzazione sembrano essere l’unica esperienza dell’inviato. Tuttavia, se continuiamo a leggere questo brano evangelico, noteremo che la pace non trova sempre sostenitori volenterosi, quindi, Gesù è consapevole che i suoi discepoli sono inviati come “pecore in mezzo ai lupi”. Questo è il motivo, per cui ricevono anche un altro dono da Gesù: il potere sul male. Lo testimoniano loro stessi quando tornano dalla loro missione: “Signore, anche i demoni si arrendono a noi a causa del tuo nome” (v. 17).
L’esperienza della pace e del dominio sul male è qualcosa di importante e motivo di gioia, ma secondo Gesù abbiamo una ragione ancora più grande e più profonda per essere felici: “Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi, ma piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli (v. 20).

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