Guai agli spensierati di Sion e a quelli che si considerano sicuri sulla montagna di Samaria! Questi notabili della prima tra le nazioni, ai quali si recano gli Israeliti! (Am 6,1)
הֹ֚וי הַשַּׁאֲנַנִּ֣ים בְּצִיֹּ֔ון וְהַבֹּטְחִ֖ים בְּהַ֣ר שֹׁמְרֹ֑ון נְקֻבֵי֙ רֵאשִׁ֣ית הַגּוֹיִ֔ם וּבָ֥אוּ לָהֶ֖ם בֵּ֥ית יִשְׂרָאֵֽל׃
Væ qui opulenti estis in Sion, et confiditis in monte Samariæ: optimates capita populorum, ingredientes pompatice domum Israel.
Spensierato (שַׁאֲנָן šaʼănān), questo aggettivo deriva dal verbo šaʼăn, che ricorre solo cinque volte nella Bibbia ebraica e ha sempre un significato positivo di calma. La radice šʼn ricorre quattordici volte come aggettivo, ma il suo significato rappresenta una gamma di sfumature diverse, dal positivo calmo, tranquillo, sicuro al negativo che comunica la tranquillità apparente, sicurezza illusoria, empia mancanza di preoccupazioni, superba arroganza.
Nella lettura odierna, dal Libro del profeta Amos (6, 1-4-7), questo aggettivo è un’accusa contro coloro che vivono spensierati a Sion e “sicuri di sé sul monte Samaria”, perché presi dalla vita dissoluta non gli importa niente la caduta di Israele e le minacce di guerra che incombono dall’esterno. La loro totale irresponsabilità farà sì che Israele venga invaso e gli spensierati teppisti non solo saranno fatti prigionieri ma, inoltre, guideranno gli esiliati. In questo modo finirà “l’orgia degli spensierati”. Oltre all’ammonimento profetico, le parole di Amos contengono anche una profonda saggezza che invita a riflettere sulla vita, ad agire con responsabilità e a confidare in Dio. L’audacia spensierata ti acceca e ti isola dalla realtà. Quando una persona, sotto l’influenza di uno shock, si risveglia dal “letargo spensierato”, spesso è troppo tardi.
Il Signore Gesù presenta un esempio molto specifico di tale esperienza nella parabola odierna sul ricco e Lazzaro (Lc 16, 19-31). Il problema del ricco non era la ricchezza in sé, ma la forza accecante del senso di sicurezza che essa dà. Mentre il ricco si vestiva di porpora e banchettava sontuosamente giorno dopo giorno, non si accorgeva nemmeno che alla sua porta giaceva un mendicante malato e affamato, i cui “vestiti” erano ulcere. Chi reagiva alla presenza di Lazzaro erano semplicemente cani, perché lo videro e vennero misericordiosamente a leccargli le ferite. Quando il ricco si è svegliato dal suo “sonno” nel momento della morte e tornato alla realtà, era troppo tardi.
Non solo la morte può farci una sorpresa, ma anche la vita qui e ora può giocarci uno scherzo. Come dice il proverbio viviamo tra alti e bassi, le situazioni spesso cambiano nella vita. La sicurezza è incerta. Ognuno di noi, da un momento all’altro, può trovarsi in una situazione simile a quella di Lazzaro. Ciò che è molto interessante nella parabola di Gesù è la risposta di Abramo alla richiesta del ricco: “Hanno Mosè, e i Profeti; ascoltino loro” (v. 29). Per fare scelte sagge, non abbiamo bisogno di avvertimenti straordinari dall’aldilà, già qui e ora abbia tutto il necessario, ci basta la Parola di Dio che ci istruisce. Ci vogliono, però, occhi aperti e una profonda percezione della realtà per ascoltare la Parola e vivere saggiamente.
