Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto. (Dt 18,15)
נָבִ֨יא מִקִּרְבְּךָ֤ מֵאַחֶ֨יךָ֙ כָּמֹ֔נִי יָקִ֥ים לְךָ֖ יְהוָ֣ה אֱלֹהֶ֑יךָ אֵלָ֖יו תִּשְׁמָעֽוּן׃
Prophetam de gente tua et de fratribus tuis sicut me suscitabit tibi Dominus Deus tuus; ipsum audietis.
Profeta (נָבִיא – nābî՚), questo sostantivo deriva dal verbo nb՚, che nella coniugazione nifal significa “profetizzare, parlare come un profeta, essere in estasi profetica”. Il sostantivo נָבִיא (nābî) descrive un uomo chiamato da YHWH ad essere mediatore della Parola di Dio. Il profeta è “la bocca di Dio”. Secondo la Bibbia, l’azione del profeta presuppone la sua unzione con lo Spirito, che riposa sul profeta e rafforza la sua parola. Accettare o rifiutare la parola predicata dal profeta è quindi un rifiuto di Dio stesso.
Nella prima lettura di oggi, tratta dal libro del Deuteronomio (18,15-20), Mosè annuncia che Dio susciterà un profeta come lui che sarà mediatore tra Dio e il popolo. Dopo aver sperimentato la presenza di Dio sul monte Oreb, Israele chiede un tale mediatore, dicendo: “Non voglio più udire la voce del Signore mio Dio, e non voglio più vedere questo grande fuoco, per non morire”. Allora Dio stesso annunciò la nomina di un profeta sulla cui bocca avrebbe messo le sue parole e che avrebbe parlato in suo nome. Già negli Atti degli Apostoli (At 7), nel discorso di Stefano, troviamo la fede nel compimento di questo annuncio divino nella persona di Gesù.
L’attività di Gesù, di cui leggiamo nel Vangelo di oggi (Mc 1,21-28), fin dall’inizio ha testimoniato la potenza divina operante in Lui. Coloro che lo ascoltavano nella sinagoga di Cafarnao rimasero stupiti del suo insegnamento: “perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi”. Questi insegnavano citando i maestri e importanti rabbi in Israele, mentre Gesù trasmetteva al popolo la Parola del Padre e parlava dal profondo della sua esperienza di un rapporto intimo con Lui. La potenza divina delle Sue parole è stata rivelata e confermata dalle Sue azioni, il potere che Egli ha su ciò che schiavizza l’uomo, su ciò che si impossessa della libertà umana. Gesù crea nei suoi ascoltatori una coscienza critica e li rende partecipi della potenza divina che agisce nel cuore della persona. “C’era nella sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo. (…) Ma Gesù gli ordinò severamente: taci! Esci da lui!” Gesù ordina il silenzio allo spirito immondo che ha detto la verità su di Lui dicendo: “So chi sei, il Santo di Dio!”, però lo gridava solo per opporsi a Gesù.
Non basta conoscere la verità, sapere chi è Gesù, occorre aprirsi a Lui con fiducia e fede nella Sua potente Parola liberante. Gesù è “Santo di Dio” e da qui scaturisce il Suo insegnamento con potenza, autorità e pieno potere sul male.Quindi posso fidarmi di Lui e, nella libertà del cuore, aprirmi alla potenza della Sua Parola e divenire scintilla di una parola valida per gli altri.
