La Parola

Impuro (טָמֵא ṯāmē)

Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: «Impuro! Impuro!». (Lv 13,45)

וְהַצָּר֜וּעַ אֲשֶׁר־בֹּ֣ו הַנֶּ֗גַע בְּגָדָ֞יו יִהְי֤וּ פְרֻמִים֙ וְרֹאשׁוֹ֙ יִהְיֶ֣ה פָר֔וּעַ וְעַל־שָׂפָ֖ם יַעְטֶ֑ה וְטָמֵ֥א טָמֵ֖א יִקְרָֽא׃

Leprosus hac plaga percussus habebit vestimenta dissuta, comam capitis excussam, barbam contectam; clamabit: “Immundus! Immundus!”

Impuro (טָמֵא ṯāmē) questo aggettivo può significare anche “contaminato, immondo, tabù, profano, infame” ed è il contrario di “puro” (טָהוֹר ṯāhôr), tradotto in greco καθαρός (katharos). Nell’Antico Testamento il compito del sacerdote è discernere se una cosa è pura o impura, sacra o profana. Questa funzione si riferisce all’impurità rituale, incompatibile con la santità di YHWH.  

La prima lettura di oggi (Lev 13) contiene un precetto della Legge riguardante le impurità rituali derivanti dalla lebbra. Il malato doveva presentarsi al sacerdote per il discernimento e modificare il suo aspetto: “vestiti strappati, capelli spettinati, barba coperta”, gridando che è impuro e rimanendo in isolamento (ἔξω exo), fuori dalle abitazioni, una sorta di quarantena. 

Il frammento del Vangelo che leggiamo oggi (Mc 1,40-45) mostra un lebbroso che si rivolge a Gesù supplicandolo: “Se vuoi, puoi purificarmi”. Da notare che non chiede a Gesù la guarigione dalla lebbra, ma la purificazione (καθαρίζω katharizo), vuole essere purificato, cioè poter adorare Dio. Gesù lo tocca e lo rende puro (καθαρός katharos), ma allo stesso tempo gli impone di mantenere il segreto. Lebbroso guarito, al contrario, diffonde la sua grande gioia di essere libero dalla situazione di esclusione e dal bisogno di isolamento, che anche noi conosciamo bene dopo le recenti esperienze di pandemia Covid-19. Di conseguenza, Gesù non poté più entrare apertamente in città e dovette restare in luoghi deserti, cioè in isolamento (ἔξω exo) che significa “fuori”. Mc tace sul motivo. Non sappiamo se per la fama o per essere considerato impuro (טָמֵא ṯāmē) avendo toccato uno lebbroso. Questa situazione mostra chiaramente il fatto che Gesù, guarendo il lebbroso e liberandolo dall’impurità e dall’esclusione, ha preso su di sé gli effetti della sua “impurità”. Allo stesso modo, sulla croce, ha liberati noi dalla morte, però, assumendola su di sé.  

water droplets on green leaf
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