La Parola

Temere (ירא yr’)

Elia le disse: Non temere, va’ pure e fa’ come hai detto; prima però fammi con essa un piccolo pane e portamelo, poi ne farai per te e tuo figlio. (1Re,17,13)

וַיֹּ֨אמֶר אֵלֶ֤יהָ אֵלִיָּ֨הוּ֙ אַל־תִּ֣ירְאִ֔י בֹּ֖אִי עֲשִׂ֣י כִדְבָרֵ֑ךְ אַ֣ךְ עֲשִׂי־לִ֣י מִ֠שָּׁם עֻגָ֨ה קְטַנָּ֤ה בָרִאשֹׁנָה֙ וְהוֹצֵ֣אתְ לִ֔י וְלָ֣ךְ וְלִבְנֵ֔ךְ תַּעֲשִׂ֖י בָּאַחֲרֹנָֽה׃ ס

Ad quam Elias ait: Noli timere, sed vade et fac, sicut dixisti; verumtamen mihi primum fac de ipsa farinula subcinericium panem parvulum et affer ad me; tibi autem et filio tuo facies postea.

καὶ εἶπεν πρὸς αὐτὴν Ηλιου Θάρσει, εἴσελθε καὶ ποίησον κατὰ τὸ ῥῆμά σου· ἀλλὰ ποίησον ἐμοὶ ἐκεῖθεν ἐγκρυφίαν μικρὸν ἐν πρώτοις καὶ ἐξοίσεις μοι, σαυτῇ δὲ καὶ τοῖς τέκνοις σου ποιήσεις ἐπʼ ἐσχάτου·

Temere (ירא yr’) oltre “spaventarsi, preoccuparsi o intimidirsi”, il verbo ירא (yr’) in ebraico significa anche “avere rispetto, riverenza, rispettare, venerare, rendere culto, adorare; essere fedele, religioso”, quindi credere.

La prima lettura di oggi (1 Re 17,10-16) è segnata da una figura protagonista, la vedova, alla quale Dio manda il profeta Elia per cercare cibo in un tempo di carestia e questi, con disinvoltura, le chiede di preparare il cibo per lui. Povera vedova di Zarepta di Sidone che ha solo una manciata di farina e un po’ di olio per preparare l’ultimo boccone per la sopravvivenza sua e di suo figlio. Tuttavia, come serva fedele, gli serve l’unico cibo che ha. Ciò che la incoraggia a condividere l’ultimo boccone con Elia sono le stesse parole del profeta: “Non temete!”. Così inizia il cammino di fede di questa donna pagana che si fida alla parola del profeta.

Similmente la vedova del Vangelo di Mc 12,41-44, dimostra grande fiducia nel Signore gettando nel tesoro del tempio i suoi ultimi spiccioli – tutto ciò che aveva per vivere.

Di fronte a certe situazioni che richiedono più fede e fiducia e non di meno, noi spesso montiamo di spavento (ירא yr’), mentre ci vuole il timore di Dio, ossia la fiducia in Lui. In ebraico è la stessa parola ירא (yr’) che esprime tutti e due i significati.

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