Poiché così dice il Signore: Ecco, io dirigerò a lei la pace come un fiume; come un torrente in piena la ricchezza dei popoli; i suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati. (Is 66,12)
כִּֽי־כֹ֣ה ׀ אָמַ֣ר יְהוָ֗ה הִנְנִ֣י נֹטֶֽה־אֵ֠לֶיהָ כְּנָהָ֨ר שָׁלֹ֜ום וּכְנַ֧חַל שׁוֹטֵ֛ף כְּבֹ֥וד גּוֹיִ֖ם וִֽינַקְתֶּ֑ם עַל־צַד֙ תִּנָּשֵׂ֔אוּ וְעַל־בִּרְכַּ֖יִם תְּשָׁעֳשָֽׁעוּ׃
quia haec dicit Dominus ecce ego declinabo super eam quasi fluvium pacis et quasi torrentem inundantem gloriam gentium quam sugetis ad ubera portabimini et super genua blandientur vobis
ὅτι τάδε λέγει κύριος Ἰδοὺ ἐγὼ ἐκκλίνω εἰς αὐτοὺς ὡς ποταμὸς εἰρήνης καὶ ὡς χειμάρρους ἐπικλύζων δόξαν ἐθνῶν· τὰ παιδία αὐτῶν ἐπʼ ὤμων ἀρθήσονται καὶ ἐπὶ γονάτων παρακληθήσονται.
Pace (שָׁלוֹם šālôm) – nell’ebraico biblico questo sostantivo significa anche “tranquillità”, “serenità”, “calma”, “prosperità”, “benessere”. Spesso viene usato come saluto e augurio di pace e prosperità.
La lettura odierna del Libro di Isaia (Is 66, 10-14c) utilizza diversi vocaboli per esprimere la gioia. L’accumulo di tante parole con pari significato in una sola frase (v. 10) indica indubbiamente il desiderio di esprimere la pienezza della gioia. Tuttavia, ciò che è importante è il motivo per il quale essere felici con Gerusalemme, per goderne in tutti i modi possibili. È la PACE (שָׁלוֹם šālôm): “Ecco, io dirigerò a lei la pace come un fiume” (v. 12).
Nel Vangelo di Luca (Lc 10, 1-9), la pace è un dono che i discepoli di Gesù portano dovunque siano inviati: “Quando entrate in una casa, prima dite: «pace a quella casa»”. Tuttavia, la pace non trova sempre sostenitori volenterosi, quindi, Gesù è consapevole che i suoi discepoli sono inviati come “pecore in mezzo ai lupi”. L’esperienza della pace è qualcosa di importante e motivo di gioia, ma secondo Gesù abbiamo una ragione ancora più grande e più profonda per essere felici: “Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi, ma piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli (v. 20).
