Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. (Gen 18,1)
וַיֵּרָ֤א אֵלָיו֙ יְהוָ֔ה בְּאֵלֹנֵ֖י מַמְרֵ֑א וְה֛וּא יֹשֵׁ֥ב פֶּֽתַח־הָאֹ֖הֶל כְּחֹ֥ם הַיֹּֽום׃
apparuit autem ei Dominus in convalle Mambre sedenti in ostio tabernaculi sui in ipso fervore diei
Ὤφθη δὲ αὐτῷ ὁ θεὸς πρὸς τῇ δρυὶ τῇ Μαμβρη καθημένου αὐτοῦ ἐπὶ τῆς θύρας τῆς σκηνῆς αὐτοῦ μεσημβρίας.
Tenda (אֹהֶל ‘ōhel), in greco σκηνῇ, può significare non solo un luogo in cui abitare, ma anche coloro che ci abitano. Nell’antico Israele, la tenda era il sinonimo del suo cammino attraverso il deserto verso la terra promessa. La tenda era il luogo della presenza di Dio che camminava con il suo popolo.
Nella prima lettura di oggi (Gen 18,1-15), il Signore appare sorprendentemente ad Abramo sotto le querce di Mamre mentre questi riposava all’entrata della sua tenda. Solo noi lettori, avvisati dal narratore (Gen 18,1), conosciamo l’identità dell’ospite di Abramo, sappiamo che è il Signore a visitarlo. Abramo, invece, vede tre “signori” che si presentano come ospiti. possiamo, quindi, chiederci se Abramo si è accorto di stare al cospetto di Dio?
Nel Vangelo odierno (Lc 10, 38-42), Marta ospita Gesù e, come Abramo, ne organizza l’ospitalità. È chiaro a noi lettori che la sua attenzione è completamente concentrata su ciò che sta facendo: “Marta era assorbita per il grande servizio”. È vero che lei fa molto per Gesù, sa chi è il suo ospite, ma si dimentica completamente di Lui, trascurando in realtà la sua missione.
