La Parola

Acqua (מַיִם mayim)

Oh, voi che avete sete, venite alle acque; anche chi non ha denaro, venga! Comperate e mangiate senza denaro e senza prezzo vino e latte! (Is 55,1)

הֹ֤וי כָּל־צָמֵא֙ לְכ֣וּ לַמַּ֔יִם וַאֲשֶׁ֥ר אֵֽין־לֹ֖ו כָּ֑סֶף לְכ֤וּ שִׁבְרוּ֙ וֶֽאֱכֹ֔לוּ וּלְכ֣וּ שִׁבְר֗וּ בְּלוֹא־כֶ֛סֶף וּבְלֹ֥וא מְחִ֖יר יַ֥יִן וְחָלָֽב׃

Heu! Omnes sitientes, venite ad aquas; et, qui non habetis argentum, properate, emite et comedite, venite, emite absque argento et absque ulla commutatione vinum et lac.

Acqua (מַיִם mayim), termine molto comune tra le lingue semitiche, nella sua forma ebraica non è considerato un sostantivo dualis, ma un sostantivo plurale – pluraletantum. Ricorre più di 500 volte nell’Antico Testamento e si riferisce all’”acqua” sia nell’ambiente cosmico che nell’uso rituale e quotidiano. Il potere dell’acqua come elemento si rivela principalmente durante il diluvio (Gen 6-9). Per gli esseri umani, il bisogno di acqua riguarda principalmente il dissetarsi e la produzione di raccolti fruttuosi. In tutto il Medio Oriente l’acqua era considerata l’elemento primario della creazione e della nascita della vita.

Nella prima lettura di oggi (Is 55,1-11), il profeta Isaia invita tutti a dissetarsi bevendo gratuitamente alle fonti della Parola di Dio. Nella sua profezia, l’acqua piovana מַיִם (mayim) è una metafora della Parola di Dio: “come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano più, senza aver irrigato la terra, fecondata e fatta germogliare, in modo da fornire il seme al seminatore e il pane a chi mangia, così sarà la parola che esce dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver attuato quanto volevo e compiuto ciò per cui l’ho inviata” (v. 11).

In pochi versetti del Vangelo (Mc 1,7-11), il sostantivo “acqua” ritorna ben due volte, quando Giovanni parla di battezzare con acqua e annuncia la venuta di Colui che battezzerà invece in Spirito Santo, e quando l’evangelista Marco parla del battesimo di Gesù, il quale “uscendo dall’acqua, vide i cieli aprirsi e lo Spirito scendere su di lui come una colomba”. È sorprendente che proprio nel momento in cui Gesù esce dalle acque del Giordano ed è ancora grondante d’acqua, Dio riveli la sua identità e la sua potenza, l’identità del Figlio amato del Padre e pieno di Spirito Santo. Un evento simile è avvenuto nella vita di ciascuno di noi battezzati. Immersi nell’acqua, siamo stati effettivamente immersi in Cristo, quindi siamo cristiani.

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