Cantate al Signore, lodate il Signore, ché ha liberato la vita del povero dalla mano del malvagio! (Ger 20,13)
שִׁ֚ירוּ לַֽיהוָ֔ה הַֽלְל֖וּ אֶת־יְהוָ֑ה כִּ֥י הִצִּ֛יל אֶת־נֶ֥פֶשׁ אֶבְיֹ֖ון מִיַּ֥ד מְרֵעִֽים׃
Cantate Domino, laudate Dominum: quia liberavit animam pauperis de manu malorum.
ᾄσατε τῷ κυρίῳ, αἰνέσατε αὐτῷ, ὅτι ἐξείλατο ψυχὴν πένητος ἐκ χειρὸς πονηρευομένων.
Il sostantivo che significa canzone sembra identico. Nell’originale, il libro Il Cantico dei cantici inizia con le parole שִׁ֥יר הַשִּׁירִ֖ים [shir hasshirim]. Oggi il profeta Geremia è come un direttore d’orchestra che vuole animare la comunità al canto e all’adorazione. Presto si sentirà il canto dell’Alleluia, e già oggi c’è l’araldo di questo canto gioioso. Il canto è espressione delle corde dell’anima mossa dalla grazia. È entrare in contatto con lo Spirito Santo. Lasciamo dunque risuonare in noi la melodia che la Parola di Dio ispira.
