La Parola

Nemico (אוֹיֵב ʼôjēḇ)

Se incontri il bue del tuo nemico o il suo asino che vagano, riportali da lui. (Es 23,4)

כִּ֣י תִפְגַּ֞ע שֹׁ֧ור אֹֽיִבְךָ֛ אֹ֥ו חֲמֹרֹ֖ו תֹּעֶ֑ה הָשֵׁ֥ב תְּשִׁיבֶ֖נּוּ לֹֽו׃

Si occurreris bovi inimici tui, aut asino erranti, reduc ad eum.

ἐὰν δὲ συναντήσῃς τῷ βοὶ τοῦ ἐχθροῦ σου ἢ τῷ ὑποζυγίῳ αὐτοῦ πλανωμένοις, ἀποστρέψας ἀποδώσεις αὐτῷ.

Nemico (אוֹיֵב ʼôjēḇ), in ebraico è il participio del verbo ʼjb, che significa osteggiare. Il nemico nell’Antico Testamento può essere un individuo o un intero popolo, quando attacca un altro popolo. Al comportamento verso i propri nemici, la Torah dedica un ordine speciale: “Se incontri il bue del tuo nemico (אוֹיֵב ʼôjēḇ) o il suo asino che vagano, riportali da lui. Se vedi che l’asino del tuo nemico è caduto sotto il suo peso, non lo supererai, ma verrai in suo aiuto con lui” (Es 23, 4-5).
La prima lettura di oggi ci mostra un esempio concreto della vita di Davide (1 Sam 26), in cui il re Saul, mosso dall’invidia, cercava l’opportunità di ucciderlo. Davide dovette scappare da Saul e nascondersi, vagando nel deserto. Alla fine, arrivò il momento in cui i ruoli si invertirono e la vita di Saul si trovò nelle mani di Davide. Lui però lo risparmiò, per la sua fede nel Signore. Il discernimento e la scelta di Davide non riguarda solo il suo rapporto con Saul, ma il rapporto tra lui e Dio: «Mi guardi il Signore dallo stendere la mia mano contro il suo unto» (v. 11).
Gesù nel Vangelo di oggi (Lc 6, 27-38) dà a noi cristiani il comando di amare i nostri nemici. La misura della nostra condotta, secondo Gesù, non è solo come vorremmo essere trattati dagli altri, ma come siamo trattati da Dio. “Egli, infatti, è buono anche verso gli ingrati e i cattivi.” (Lc 6,35).

La parola ebraica אוֹיֵב (ʼôjēḇ) significa nemico, avversario o oppositore, che mira a raggiungere obiettivi opposti, agendo in modo da ostacolare la realizzazione dei propositi dell’altra parte. Nel contesto biblico, si riferisce a nemici militari, personali, spirituali, e anche al peccato come opposizione a Dio. La parola ʼôjēḇ deriva dal verbo אָיַב (‘ājaḇ), che significa trattare qualcuno come nemico o essere ostile. L’equivalente greco di questa parola nella Settanta (LXX) è ἐχθρός (echthros).

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