La Parola

Padre (אָב ‘āb)

E rispondendo dirai davanti al Signore tuo Dio: Mio padre era un arameo errante; scese in Egitto, soggiornò quivi con pochi uomini e vi divenne una nazione grande, potente e numerosa. (Dt 26,5)

וְעָנִ֨יתָ וְאָמַרְתָּ֜ לִפְנֵ֣י ׀ יְהוָ֣ה אֱלֹהֶ֗יךָ אֲרַמִּי֙ אֹבֵ֣ד אָבִ֔י וַיֵּ֣רֶד מִצְרַ֔יְמָה וַיָּ֥גָר שָׁ֖ם בִּמְתֵ֣י מְעָ֑ט וַֽיְהִי־שָׁ֕ם לְגֹ֥וי גָּדֹ֖ול עָצ֥וּם וָרָֽב׃

et loqueris in conspectu Domini Dei tui: “Syrus vagus erat pater meus et descendit in Aegyptum et ibi peregrinatus est in paucissimo numero; crevitque in gentem magnam ac robustam et infinitae multitudinis.

καὶ ἀποκριθήσῃ καὶ ἐρεῖς ἔναντι κυρίου τοῦ θεοῦ σου Συρίαν ἀπέβαλεν ὁ πατήρ μου καὶ κατέβη εἰς Αἴγυπτον καὶ παρῴκησεν ἐκεῖ ἐν ἀριθμῷ βραχεῖ καὶ ἐγένετο ἐκεῖ εἰς ἔθνος μέγα καὶ πλῆθος πολὺ καὶ μέγα.

Padre/Figlio (אָב ‘āb / בֵּן ḇēn),questo termine si ritrova in tutte le lingue semitiche. Nell’Antico Testamento con אָב (‘āb) oltre al padre naturale così viene chiamato anche il nonno, il capostipite di una tribù o di un popolo. Spesso i “padri” sono le precedenti generazioni, ma il “padre” è anche un maestro o un uomo degno di venerazione, un sacerdote, un protettore. Il sostantivo “padre” suppone la relazione con un figlio (בֵּן ḇēn), che in senso più ampio significa anche “discendente”, “discepolo”. בֵּן (ḇēn) ha molti usi, ad esempio può esprimere una relazione di appartenenza (benê Yiśrā’ēl) oppure descrivere le caratteristiche di una persona (figlio del valor – un uomo coraggioso).
Nella prima lettura (Dt 26,4-10) il sostantivo אָב (‘āb) viene usato riguardo al protoplasto del popolo e per definire Dio, non è qualsiasi divinità, ma il Dio dei padri. Ogni Israelita confessa che è stato proprio Lui a liberare Israele dalla schiavitù e a condurlo alla Terra Promessa. Per questo motivo a Lui viene offerto ogni primo primogenito.
Se tu sei Figlio di Dio… sentiamo ben due volte nel Vangelo di oggi (Lc 4,1-13). Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane… Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù… se sei Figlio di Dio … lui ti custodirà, mica soffrirai, non ti succederà niente. Il Figlio di Dio… è l’identità di Gesù ed è proprio questa sua identità che viene messa alla prova, che il nemico cerca di distruggere. È proprio a questo scopo che il diavolo vuole sedurre Gesù con le sue proposte di successo, di potere e di benessere. Luca conclude il brano con un’affermazione inquietante: il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato. Di quale momento si tratta? Il tentatore ritornerà. Infatti, sarà sulla croce Gesù si sentirà dire: se tu sei Figlio di Dio salva te stesso, scendi giù dalla croce! È esattamente ciò che Gesù non vuole fare, non vuole salvare la propria vita, ma donarla per noi.
Ed io… figlio/figlia di chi sono? Chi è mio padre? Le opere di chi io compio? Davanti a chi io mi prostro? Certo, siamo convinti di essere figli di Dio, desideriamo compiere le sue opere, ma solo nel momento di certe tentazioni e prove, possiamo scoprire se veramente è così.. 

La parola ebraica אָב [āb] significa padre, antenato o capo. Nel contesto biblico, si riferisce a Dio come nostro Creatore e Padre, che ha autorità e merita rispetto, essendo il Sovrano che si prende cura del nostro benessere spirituale, morale e materiale. Può anche riferirsi a un genitore maschile umano, antenato, leader o fondatore. Il corrispondente greco di questa parola è πατήρ [patēr].

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