E, mentre il sole tramontava, un profondo sonno cadde su Abram, ed ecco un terrore e una grande oscurità lo assalirono. (Gen 15,12)
וַיְהִ֤י הַשֶּׁ֨מֶשׁ֙ לָבֹ֔וא וְתַרְדֵּמָ֖ה נָפְלָ֣ה עַל־אַבְרָ֑ם וְהִנֵּ֥ה אֵימָ֛ה חֲשֵׁכָ֥ה גְדֹלָ֖ה נֹפֶ֥לֶת עָלָֽיו׃
umque sol occumberet, sopor irruit super Abram, et ecce horror magnus et tenebrosus invasit eum.
περὶ δὲ ἡλίου δυσμὰς ἔκστασις ἐπέπεσεν τῷ Αβραμ, καὶ ἰδοὺ φόβος σκοτεινὸς μέγας ἐπιπίπτει αὐτῷ.
Terrore (אֵימָה ʼêmah) – in ebraico אֵימָה ricomprende, oltre alla semplice paura, spavento e terrore. Nell’Antico Testamento, אֵימָה ha anche un significato religioso. Dio provoca confusione e paura tra i nemici d’Israele che, a loro volta, scappano (Es 23,27).
Nella prima lettura odierna del Libro della Genesi (15, 5-19), un sentimento di paura è come l’oscurità per Abramo (v. 12). Il suo terrore è il primo step del percorso verso l’alleanza con Dio (vv. 17-18). Abramo incontra Dio che agisce e prova אֵימָה, che, in questo contesto, significa paura e smarrimento, confusione e stupore. LXX traduce questo termine in greco φοβέω (fobeō). L’esperienza della vicinanza a Dio è un ingresso nel mistero che i maestri della vita spirituale chiamano mysterium tremendum et fascinans, nel quale l’uomo scopre la sua piccolezza, ma nello stesso tempo prova gioia e stupore.
Allo stesso modo nella Trasfigurazione di Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, “quando apparve una nuvola li coprì con la sua ombra e quando entrarono nella nuvola ebbero paura (φοβέω)” (Lc 9,34). L’esperienza della profondità del mistero di Gesù, tremendum et fascinans per gli apostoli, si esprime anche nel loro silenzio: «non hanno detto a nessuno quello che avevano visto» (v. 36).
È molto importante essere in grado di discernere che tipo di paura ci sta avvolgendo. In ogni caso, in risposta alle diverse esperienze di vita che spesso suscitano dentro di noi la paura, possiamo pregare con le parole del Salmo: “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò timore!? Il Signore è a difesa della mia vita, di chi avrò paura!?” (Sal 27,1).

La parola ebraica “אֵימָה” [ʼêmah] significa grande paura / terrore. Nel contesto biblico, si riferisce alla reazione alla presenza o all’azione del Signore, all’aspettativa del Suo giudizio, in relazione al riconoscimento dell’autorità del Signore e all’obbedienza ai Suoi comandamenti. Il corrispondente greco di questa parola è “φόβος” [fobos] e “δειλία” [deilia].