Cantate al Signore un canto nuovo, perché ha compiuto meraviglie. Gli ha dato vittoria la sua destra e il suo braccio santo. (Sal 98,1)
שִׁירוּ לַיהוָה שִׁיר חָדָשׁ כִּי־נִפְלָאוֹת עָשָׂה הוֹשִׁיעָה־לּוֹ יְמִינוֹ וּזְרוֹעַ קָדְשׁוֹ׃
ᾌσατε τῷ κυρίῳ ᾆσμα καινόν, ὅτι θαυμαστὰ ἐποίησεν κύριος· ἔσωσεν αὐτῷ ἡ δεξιὰ αὐτοῦ καὶ ὁ βραχίων ὁ ἅγιος αὐτοῦ.
Cantate Domino canticum novum, quia mirabilia fecit.
I miracoli sono realtà, avvenimenti nella vita umana, che sfuggono sia alla scienza sia alla natura. Quando pensiamo ai miracoli nell’Antico Testamento, ci appare Dio che, per esempio, tra segni e prodigi, liberò il suo Popolo dalla schiavitù. Dio che intervenne molte volte nella storia d’Israele, perché gli uomini potessero vedere con i propri occhi e sperimentare la sua potenza. E poi accadde un altro miracolo: prima a Nazaret, quando Dio mandò Gabriele a Maria, ed ella, accettando di diventare Madre del Signore, concepì Gesù; quindi, dopo nove mesi, a Betlemme, dove Dio e uomo in un’unica Persona venne al mondo. È proprio questo miracolo che celebriamo in questi giorni. Fu un miracolo per Maria e Giuseppe, per i Pastori e per i Magi; è anche un miracolo per noi, perché davvero la terra ha visto il suo Salvatore e noi, mediante la fede, ne partecipiamo.
פֶּלֶא [péleʾ]
La parola ebraica פֶּלֶא [péleʾ] significa miracolo, cosa sorprendente e incomprensibile, e nella Bibbia si riferisce all’azione soprannaturale del Dio, che supera le possibilità umane e manifesta la sua santità, la sua potenza e la sua fedeltà alle promesse di salvezza (ad es. Es 15,11; Sal 77,15; Is 9,5). L’equivalente biblico greco è θαῦμα [thaûma] – miracolo, cosa stupefacente.