Dimora (מִשְׁכָּן miškān)

Entriamo nella sua dimora, prostriamoci allo sgabello dei suoi piedi. (Sal 132,7)

נָבוֹאָה לְמִשְׁכְּנוֹתָיו נִשְׁתַּחֲוֶה לַהֲדֹם רַגְלָֽיו׃

Intremus in tabernacula eius adoremus scabillum pedum eius.

Dimora (מִשְׁכָּן miškān), in ebraico è un sostantivo composto dal prefisso “m” e dalla radice škn, che significa dimorare. Questo sostantivo indica il luogo dove si svolge l’attività espressa dalla radice škn, cioè abitazionesedetabernacolo. Questo termine compare 139 volte nell’Antico Testamento, di cui 103 nei testi sacerdotali (P), il più delle volte in Es 25-40, dove indica un tabernacolo, dimora di Dio nella sua nazione, che cammina nel deserto. Sorprende la traduzione di LXX מִשְׁכָּן (miškān) nella parola greca σκηνή (skēnē), che significa tenda, perché i testi biblici usano anche un altro termine ebraico אֹהֶל (ʼōhel), che LXX traduce con la stessa parola σκηνή (skēnē), ignorando completamente le differenze tra i due termini ebraici. 

Nel Vangelo di oggi (Gv 14,23-29) Gesù dice: se qualcuno mi ama, osserverà la mia parola. E mio Padre lo amerà, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Si noti che all’inizio del cap. 14, Gesù rivela ai discepoli che nella casa del Padre suo ci sono molte dimore e che Egli va a prepararci il posto. Quando tornerà, ci porterà con sé, perché possiamo dimorare dove dimora Lui. Intanto è Lui che abiterà nel cuore di chi lo ama e così segue la sua parola. La dimora di Dio non è una realtà statica, ma dinamica. Dimorare in un luogo significa vivere lì e agire. 

La dimora di Dio in noi e la nostra in Dio, Gesù esprimerà anche con altre parole: io sono la vite, voi i tralci. Chi rimanein me e io in lui porterà molto frutto, perché senza di me non potete far nulla (Gv 15,5). La frase “non potete” cela la parola greca δύναμαι (dynamai), il che significa che noi non abbiamo la “forza” in noi per portare frutto. Questa forza ci viene data da Colui che abita in noi, che agisce, che è la fonte di vita e attraverso di noi si rivela agli altri, a tutti i popoli di cui parlano il Salmo Responsoriale e gli Atti degli Apostoli.

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