Cantate al Signore un canto nuovo, poiché cose mirabili egli ha compiuto. Gli ha dato vittoria la sua destra, il suo santo braccio. (Sal 98,1)
מִזְמֹ֡ור שִׁ֤ירוּ לַֽיהוָ֨ה ׀ שִׁ֣יר חָ֭דָשׁ כִּֽי־נִפְלָאֹ֣ות עָשָׂ֑ה הוֹשִֽׁיעָה־לֹּ֥ו יְ֝מִינֹ֗ו וּזְרֹ֥ועַ קָדְשֹֽׁו׃
Cantate Domino canticum novum, quia mirabilia fecit. Salvavit sibi dextera eius, et brachium sanctum eius.
ᾌσατε τῷ κυρίῳ ᾆσμα καινόν, ὅτι θαυμαστὰ ἐποίησεν κύριος· ἔσωσεν αὐτῷ ἡ δεξιὰ αὐτοῦ καὶ ὁ βραχίων ὁ ἅγιος αὐτοῦ.
Vincere (ישׁע yāša), in ebraico, nella coniugazione hifil, significa anche “salvare, preservare, liberare, aiutare, difendere”. Nell’Antico Testamento questo verbo ricorre nell’espressione: “la sua destra gli portò la vittoria”, cioè si difese con le proprie forze. Vale la pena notare che da questa radice derivano i sostantivi “salvatore” e “salvezza”, ma anche il nome Gesù (Yehoszua).
Il verbo ישׁע (yāša) appare nell’odierno Salmo responsoriale (Sal 98,1): “La sua destra e il suo braccio santo gli hanno preparato la vittoria”. Questo Salmo è uno dei testi in cui il soggetto del verbo ישׁע (yāša) è il Signore – YHWH. La sua potenza si è rivelata nella sua vittoria, la liberazione operata dal Signore ha rivelato la sua giustizia davanti a tutte le nazioni, per questo il Salmista invita a lodare Dio Salvatore con il canto.
Nel Vangelo di oggi (Gv 15,9-17), che parla del comandamento dell’amore, troviamo l’azione di Dio Salvatore, che trionfa con la forza del suo amore. Rimanendo in Lui, anche noi possiamo diventare pieni di potenza, grazie alla potenza del Suo amore che opera in noi.
