Allora piacerà al Signore l’offerta di Giuda e di Gerusalemme come nei tempi remoti, come negli anni lontani! (Ml 3,4)
וְעָֽרְבָה֙ לַֽיהוָ֔ה מִנְחַ֥ת יְהוּדָ֖ה וִירֽוּשָׁלִָ֑ם כִּימֵ֣י עוֹלָ֔ם וּכְשָׁנִ֖ים קַדְמֹנִיֹּֽות׃
et placebit Domino sacrificium Iuda et Hierusalem sicut dies saeculi et sicut anni antiqui.
καὶ ἀρέσει τῷ κυρίῳ θυσία Ιουδα καὶ Ιερουσαλημ καθὼς αἱ ἡμέραι τοῦ αἰῶνος καὶ καθὼς τὰ ἔτη τὰ ἔμπροσθεν.
Offerta (מִנְחָה minḥâ), questo sostantivo in ebraico significa, oltre ad offerta, anche “dono”, “regalo” o “omaggio”, e probabilmente deriva da esso il verbo mnḥ. Si utilizza sia in contesti colloquiali che più formali, di culto. Fin dall’antichità indicava il sacrificio compiuto alla divinità come un “profumo gradevole” che placa l’animo.
Nella prima lettura di oggi (Ml 3,1-4), il profeta annuncia una doppia venuta: prima quella di un messaggero la cui missione sarà quella di preparare la via del Signore, e poi la venuta del Signore stesso nel suo tempio. Il Signore è “come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai”. Come il fuoco purifica l’oro da ciò che non è oro e la lisciva pulisce il tessuto dalla sporcizia, così il Signore purificherà i “figli di Levi “, cioè coloro che prestano servizio nel tempio. Solo allora essi possono offrire al Signore i sacrifici (מִנְחָה minḥâ) che Gli sono graditi.
Il Vangelo di oggi parla della presentazione di Gesù al tempio il quarantesimo giorno dopo la sua nascita. La profezia si è compiuta e il Signore entra nel suo tempio. Abbiamo tutti bisogno di purificazione. Spesso vorremmo farlo da soli, ma essa è un dono di Dio. Se vogliamo la purificazione, dobbiamo accogliere il Signore nel tempio del nostro cuore. Infatti, solo i puri e retti di cuore vedranno Dio, come Simeone e Anna.
La parola ebraica מִנְחָה [minḥâ] nella Bibbia significa dono / offerta / omaggio reso con devozione e rispetto al Signore Dio. Simboleggia la sottomissione alla volontà di Dio, la gratitudine, la riconciliazione o la dedizione a Dio. La parola minḥâ deriva da una radice verbale inutilizzata che significa assegnare / donare. Il corrispondente greco di questa parola è προσφορά [prosfora].
